“Genesi e attualità dei valori del Rotary. Il Rotary: i rapporti storici con la Chiesa, la massoneria e il fascismo"

Data evento: 26/02/2026

Eventi Rotary
“Genesi e attualità dei valori del Rotary. Il Rotary: i rapporti storici con la Chiesa, la massoneria e il fascismo"

Nella serata del 26 febbraio 2026 il Rotary Club di Bisceglie, presieduto da Nico Dell’Orco, ha presentato l’evento Rotary, Chiesa, Fascismo e Massoneria: storia di un’associazione tra libertà, potere e dialogo. L’incontro è stato condotto con competenza e rigore da Nicola Liso, Past President del R.C. Andria Castelli Svevi e Formatore Distrettuale, offrendo ai partecipanti un’analisi approfondita della storia e dei valori del Rotary, dalla sua nascita fino ai giorni nostri. L’evento ha messo in luce il filo rosso che attraversa più di un secolo: libertà, etica professionale, servizio e dialogo internazionale. Un filo che lega l’origine americana del Rotary, la sua diffusione in Italia, i rapporti con il fascismo, con la Chiesa e con la massoneria, fino alla sua attualità. Il Rotary nasce nel 1905 a Chicago, in quella America percepita come “terra di libertà”, laboratorio di pluralismo religioso e associativo. Fondato dall’avvocato Paul Harris, il Rotary si propone come club di professionisti uniti dall’amicizia, dall’etica del lavoro e dal servizio alla comunità. Non è un movimento politico, non una confessione religiosa, né una società segreta: è un laboratorio di responsabilità civile e impegno sociale.

L’arrivo in Italia: il 1923 e il Ristorante Cova

In Italia, il Rotary sbarca nel 1923, a Milano, presso il celebre Ristorante Cova. In un Paese segnato dal primo dopoguerra, dalle tensioni sociali e dall’ascesa del fascismo, il Rotary rappresenta un modello di modernità: professionisti, imprenditori e accademici che promuovono il dialogo internazionale e l’etica del lavoro.

Rotary e fascismo: tra convivenza e incompatibilità

Con la presa del potere da parte di Benito Mussolini nel 1922, il regime fascista osserva il Rotary con crescente sospetto. L’ideologia totalitaria fascista, centrata sul principio “tutto nello Stato, nulla al di fuori dello Stato” è in contrasto con una rete globale di relazioni civili e internazionali. Il Rotary, che valorizza l’individuo, la responsabilità morale e il pluralismo, non può conciliarsi con il totalitarismo. Nel 1938, tra leggi razziali e alleanze con la Germania nazista, il Rotary viene ufficialmente sciolto in Italia.

I rapporti con la Chiesa

Inizialmente, la Chiesa cattolica guarda con prudenza il Rotary, nato in un contesto pluralista e laico e talvolta percepito come vicino alla massoneria. Col tempo, tuttavia, si consolida un dialogo fecondo: numerosi cattolici diventano rotariani e molti progetti di servizio si intrecciano con realtà ecclesiali. Oggi non esiste alcuna incompatibilità tra appartenenza al Rotary e fede cattolica.

Rotary e massoneria

La presunta vicinanza del Rotary alla massoneria è stata uno dei temi più controversi. Storicamente non esiste un vincolo strutturale; alcune sovrapposizioni erano solo sociologiche, dovute alla stessa provenienza borghese dei professionisti coinvolti. Il Rotary resta un’associazione laica, pluralista e non confessionale, aperta a persone di diverse convinzioni.

Dalla ricostruzione alla contemporaneità

Dopo la caduta del fascismo nel 1943 e la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Rotary rinasce in Italia come spazio di servizio, formazione e dialogo civile. Negli anni, evolve: apre alle donne, sostiene progetti internazionali, promuove l’educazione e la salute pubblica, senza mai perdere il suo nucleo valoriale.

Ha ancora senso il Rotary oggi?

In un mondo iperconnesso, dove le relazioni spesso diventano virtuali e superficiali, il Rotary mantiene un ruolo attuale e significativo.

Ha senso perché resta fedele ai valori fondativi: amicizia, integrità, servizio, leadership e diversità, e sa rinnovarsi.
Ha senso perché costruisce ponti dove gli altri erigono muri.
Ha senso perché continua a credere nel potere delle persone di fare la differenza.

La serata si è conclusa con l’ascolto della canzone “Essere umani” di Marco Mengoni, citando il passaggio più significativo per ricordare come, anche oggi, esistano ancora esseri umani capaci donare, servire, agire  attraverso attenzione e altruismo:

 “Credo negli esseri umani. Che hanno coraggio. Coraggio di essere umani”

Angela Francesca Di Pilato